Dott.ssa Raffaella Varriale, Biologa Nutrizionista
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Tante volte abbiamo sentito dire il cibo è gioia, il cibo ci unisce, il cibo ci consola  e da sempre lo usiamo per celebrare eventi come matrimoni,  battesimi o feste, ma anche per scaricare emozioni.  Quando siamo tristi mangiamo, quando siamo allegri mangiamo, quando siamo annoiati mangiamo alla fine per un motivo o per un altro cediamo sempre a qualche tentazione.

Ma abbiamo realmente fame ?

Dal punto di vista scientifico esistono due tipi di fame

  1. La prima è la Fame Fisica,  quella reale che ci viene data in seguito a dei segnali che il nostro corpo ci invia quando sta esaurendo le scorte energetiche e ci dice che è  arrivato il momento di fare rifornimento.
  2. La seconda,  un po più complicata, è la Fame Nervosa o Emotiva nota anche come ‘Emotional Eating’ . Si  mangia non perché si avverte un reale senso di fame ma perché si ha voglia,  ci si sente annoiati,  per colmare dei vuoti o per reprimere delle emozioni negative e in questi casi trovare rifugio e consolazione nel cibo.

‘Non c’è miglior soluzione del cibo per compensare delle emozioni negative’

Questo tipo di fame, se considerato un evento sporadico, non va a causare danni irreversibili al nostro organismo ma se ripetuto nel tempo porta inesorabilmente ad un aumento sproporzionato di peso e ad innescare un circolo vizioso tra cibo consolare e senso di colpa dopo averlo ingerito.

Chi mangia per consolazione non ha realmente fame e quindi non mangia per necessità e per tale ragione sceglie alcune tipologie chiave di alimenti  noti come ‘Comfort Food’ che gli danno un senso di appagamento immediato, di solito si sceglie tra:

  1. cioccolato o gelati.
  2. panini e pizza
  3. cibo da fast food
  4. alimenti salati  e ad alto contenuto di grassi come snack, patatine, formaggi e insaccati.

Molto spesso il mangiatore compulsivo/emotivo non si rende neanche conto di ne di quello che mangia o delle quantità,  perché anche se lo stomaco invia dei segnali di stop, ossia di sazietà  lui va avanti in maniera inconsapevole, irrazionale e incontrollata.

Gli scienziati hanno studiato il comportamento dei grandi obesi notando che più mangiavano,  più il loro peso aumentava,  più avevano sensi di colpa e  allo stesso modo cercavano consolazione nel cibo stesso per colmarli .

Allora cosa possiamo fare se siamo dei mangiatori emotivi ?

  1. Bisogna innanzitutto  prendere  ‘Coscienza’ della situazione  per trovare delle strategie al fine di uscire da questo circolo vizioso.  E’molto utile in questi casi farsi guidare  anche da uno psicologo alimentare .
  2. Può servire scrivere un ‘Diario Alimentare’ in cui appuntiamo le emozioni che ci spingono a mangiare,  in quali cibi troviamo rifugio e quali sono le soluzioni che potremmo attuare . Esempio: sono triste e per questo motivo ho bisogno di mangiare del cioccolato ,  la soluzione che potrei attuare è quella di farmi  una passeggiata cosi mi distraggo.
  3. Allontanare i cibi che ci fanno male creando delle dispense di cibi salutari e mangiare ad orari regolari imposti dal nostro organismo.
  4. Crearsi degli hoppy per distrarsi, in questo modo non si avrà modo di pensare al cibo. Possiamo  leggere un libro, dedicarci  alla pittura,  creare piccoli lavoretti  fai da tè in casa , dedicarsi alla scrittura creando  un blog dove potersi confrontare con altre persona o  fare sport
  5.  Circondarci di persone che ci fanno stare bene,  che ci spronano a miglioraci, a  dimagrire e  allontanare tutte quelle persone nocive che ci inducono in tentazione o  che fanno scaturire in noi emozioni negative.

Fatto sta che questo argomento è complesso e articolato,  e va affrontato sia dal punto di vista emozionale andando a capire quali sono i sentimenti scatenati la fame emotiva,  e sia  dal punto di  vista nutrizionale elaborando dei piani alimentari bilanciati e non troppo restrittivi con tutti i micronutrienti necessari per garantire sia il dimagrimento che il benessere della persona.

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